L'ITALIA DELLA RESISTENZA: 30 GIUGNO 1960


In sovracoperta: Emigranti alla frontiera italo-svizzera di Luino, 1973. Foto di Uliano Lucas Paul Ginsborg, Storia d'Italia 1943-1996   (pag.307-309) 
© 1989 e 1998 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino



10 GIUGNO 1946




ARCHIVIO STORICO
DELLA
REPUBBLICA ITALIANA


















OTTO SETTEMBRE E DINTORNI

... nella finta calma ...







TRA DUE GUERRE

Durante la guerra d'Africa vennero prese misure per ostacolare l'eccessiva familiarità dei nostri soldati con le giovani etiopiche e i matrimoni misti, ma più per una considerazione pratica di prestigio, in chiave di politica colonialistica, che non per un'ideologia razzista in senso specifico. Ma dopo il viaggio di Hitler nel 1938 a Roma, dove ricevette assai meno applausi di Chamberlain, vennero pubblicate le "leggi razziali" su modello tedesco, il 17 novembre di quell'anno. L'infeudamento al nazismo, da quel momento, fu totale e segnò uno dei periodi più ignobili della nostra storia post-unitaria. A questo esito era arrivato il regime fascista, non forse per suo autonomo interno sviluppo storico, ma certamente in funzione di quelle forze oscure che avevano contribuito a scatenare in Europa.

Carlo Tullio-Altan, Populismo e trasformismo - Feltrinelli - 1989 (pagine 248-249)


  22/05/2018  

  














QUANDO ERAVAMO NOI
I NUOVI ITALIANI




Giuseppe Rasa, mio padre è il bimbo a sinistra nella fotografia.
Giuseppe Rasa (1910-1975),
mio padre, è il bimbo a sinistra nella fotografia. Dietro di lui mia nonna Giuliana. Località Digonera di Laste (inverno 1917/18)




[ Rinaldo 
 Rasa ]
[ Giuseppe Rasa 
 Elvira De Cassan ]
[ Giuliana Dauru` 
 Giuseppe Rasa ]
[ Domenico De Cassan
 Giovanna Baldissera ]
archivio fotografico rinaldo rasa








 HISTORIA MAGISTRA




Il sole è ormai tramontato. Il gruppo dilegua al nostro
sguardo, poi la stazione e le ultime case. Nella pianura
sconfinata qualche casolare si illumina.

Mario Muccini, " Ed ora, andiamo ! Il romanzo di uno 'scalcinato' " ,
1938 Tecnografica Editrice Tavecchi - Bergamo, p.20.
Fotogramma tratto dal film 'Il grido' diretto da Michelangelo Antonioni (1957)

 	  	  	
  Strano  tipo il  soldato  Mannucci,  fiorentino di  S. Frediano. 
A  Cremona non usciva  quasi  mai ; se  ne stava  tutto il  giorno 
in camerata a  fare il solitario di Napoleone o a leggere libri di 
avventure, di storia, di viaggi, di spiritismo ; tutto  quello che 
gli  capitava. E  si  è imbottita  la  testa delle  cognizioni più 
disparate  che  cita a  proposito ed a sproposito in un linguaggio 
fiorito, e, a suo modo, ricercato.
  I compagni lo chiamano, per celia, il "professore".


        « Dunque, cosa stiamo leggendo di bello, professore? »
        « Nulla, signor tenente; l'ultimo l'ho finito stanotte. 
Soffrivo d'insonnia e l'ancella non mi aveva sprimacciato bene 
le piume dell'origliere ».
        « Altro che insonia, sior tenente, el gà rusà tuta note 
ch' el pareva un contrabaso, ah! »
        « Da' retta cosino... levati di tre passi, con qui' mmuso 
di lucertola! » -
  I soldati, intorno, se la spassano.

Mario Muccini, " Ed ora, andiamo ! Il romanzo di uno 'scalcinato' " ,
1938 Tecnografica Editrice Tavecchi - Bergamo, p.17-18.





 	  	  	
« Venne la guerra ed io m'arruolai senza sapere il perché.
Per due anni rimasi senza comprendere, perché la vita del
fronte lasciava poco tempo per riflettere, e poi i soldati
erano troppo grossolani. Alla fine del 1917 fui fatto
prigioniero. Mi è stato detto in seguito che molti soldati,
in prigionia, hanno ritrovato la fede della loro infanzia.
Signore, - dice l'Autodidatta abbassando le palpebre sulle
sue pupille accese, - io non credo in Dio; la sua esistenza
è smentita dalla Scienza. Ma in campo di concentramento,
appresi a credere negli uomini. »

« Perché sopportavano coraggiosamente la loro sorte? »

« Sì, - dice lui con aria vaga,- anche per questo. Dall'altra
parte eravamo trattati bene. Ma volevo parlare di un'altra
cosa; negli ultimi mesi della guerra non ci davano più da
lavorare. Quando pioveva ci facevano entrare in una grande
rimessa fatta di tavole, ove restavamo stipati in circa 
duecento. Chiudevano la porta e ci lasciavano là, stretti 
gli uni contro gli altri, in una quasi completa oscurità.»

Esita un istante.

« Non saprei come spiegarle, signore. Li si vedeva appena,
tutti questi uomini, ma li si sentiva contro di sé, s'udiva 
il loro respiro... Una delle prime volte in cui ci rinchiusero
in questa rimessa la ressa era tale che al principio credevo
di soffocare, poi, d'un tratto, sorse in me una gioia potente,
quasi da venirne meno: sentii in quel momento d'amare quegli
uomini come fratelli, avrei voluto abbracciarli tutti quanti.
In seguito, ogni volta che tornai là dentro provai la 
medesima gioia. 
[...]
« Quella rimessa aveva ormai per me un carattere sacro.
Talvolta son riuscito ad eludere la sorveglianza dei nostri
guardiani e vi sono sgusciato da solo, e là, nella 
semioscurità, al ricordo dei momenti di gioia che vi avevo
conosciuto, cadevo in una sorta di estasi. Mi passavano le
ore senza che me ne accorgessi. M'è capitato di mettermi a
singhiozzare.
[...]
« Andavo a messa tutte le domeniche, signore, e non sono
mai stato un credente. [...] Celebrava un cappellano
francese mutilato d'un braccio. Avevamo un armonium. Noi
assistevamo in piedi, a capo scoperto, e mentre il suono
dell'armonium mi estasiava, mi sentivo tutt'uno con tutti
gli uomini che mi circondavano. »


Jean-Paul Sartre, " La nausea " ,
2014 Giulio Einaudi editore - Torino - p.155-156. Traduzione di Bruno Fonzi.




Bela Grunberger, 1994 BELA GRUNBERGER
Bela Grunberger (1903-2005) - Psicoanalista.
Franco Fornari, Psicologia della guerra, Feltrinelli, 1970

  18/05/2018  

 







   Cesare Musatti, 1983 - fotografia particolare da http://www.storiapsicologiaitaliana.it/cesare-musatti-psicologia-milanese/ CESARE MUSATTI

Una sedizione militare
in tempo di guerra
Cesare Musatti (1897- 1989) - Psicoanalista.
Il giorno in cui compivo diciannove anni, nel settembre 1916, mi sono presentato a Roma nella caserma del Macao al comando del 13° Reggimento Artiglieria da campagna. Iniziavo il mio servizio militare come volontario di un anno.
Era questa, del "volontariato di un anno", una istituzione ottocentesca. Consisteva nel fatto che, pagando una tassa piuttosto elevata, un giovanotto di leva aveva la possibilità di rimanere sotto le armi - in luogo dei tre anni di ferma - per un anno soltanto. Inoltre egli diveniva ufficiale, nell'arma da lui scelta, e prestando servizio nella sede e nel reggimento desiderati.
Copertina del libro di Cesare Musatti - Chi ha paura del lupo cattivo? - Editori Riuniti - 1987

  12/06/2018  

 







Jean-Paul Sartre, 1939-1940 JEAN-PAUL SARTRE
Jean-Paul Sartre (1905-1980) - Il 2 settembre 1939, nelle prime ore della Seconda Guerra mondiale, la mobilitazione generale richiama Sartre in Lorena, nella settantesima divisione d'artiglieria dell'undicesimo corpo d'armata. A trentaquattro anni il filosofo, autore di due opere che lo hanno introdotto con successo sulla scena letteraria, La Nausée (1938) e Le Mur (1939) lascia dietro di sé Parigi per raggiungere il giorno stesso la caserma di Essey-Lès-Nancy. Quel lungo viaggio in treno tra una folla di sconosciuti segna l'inizio della drôle de guerre di Sartre. Dieci mesi di servizio nell'esercito, da settembre 1939 a giugno 1940, durante i quali il suo unico recapito sarà: Soldato Sartre, Posto di rilevamento, Stato Maggiore dell'Artiglieria, Settore 108.
Jean-Paul Sartre, Taccuini della strana guerra.

  */*/2018  

 

Jean-Paul Sartre, La nausée

  */*/2018  

 







Carlo Emilio Gadda CARLO EMILIO GADDA
Carlo Emilio Gadda (1893 – 1973). Nato a Milano dove ha compiuto gli studi laureandosi in ingegneria nel 1920. Durante la Prima Guerra Mondiale ha combattuto tra gli alpini; nel 1917 è stato fatto prigioniero e tradotto in Germania.
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, Einaudi - 1963

  01/06/2018  

 







Ernest Hemingway, 1918 ERNEST HEMINGWAY
Ernest Hemingway (1899 – 1961). Scrittore.
Ernest Hemingway, Torrenti in primavera, Einaudi - 1951

  20/05/2018  

 









Mario Muccini, fotografato nel 1953 Ho fatto la guerra 1915-1918, quella di Trento e Trieste, durante la quale sono stato due volte ferito e decorato di medaglia d'argento e di bronzo.            
Mario Muccini (5 marzo 1895 - 3 giugno 1961) , scrittore.

  07/06/2018  

 







Ludwig Wittgenstein, ritratto nella Prima Guerra Mondiale WITTGENSTEIN AL FRONTE
Ludwig Wittgenstein (1889-1951) è uno dei più grandi e famosi filosofi del Novecento. Il 7 agosto 1914 si arruola volontario nella Grande Guerra.
Il 3 novembre 1918 viene fatto prigioniero a Trento insieme a tutto il suo reparto.
Viene inviato al campo di raccolta di Como e nel 1919 trasferito a Montecassino.
Il 25 agosto 1919 torna a Vienna, si disfa di tutti i suoi beni distribuendoli fra i fratelli.
Ludwig Wittgenstein, Diari segreti, editori Laterza

  18/03/2018  

 







Robert Musil, 1936 MUSIL AL FRONTE
Robert Musil (1880-1941) - Nel 1914 quando scoppia la guerra è a Berlino. Qui assiste alle scene di entusiasmo per la mobilitazione, che gli sembra un evento religioso. Paga il suo tributo al patriottismo del momento con un articolo sulla Neue Rundschau, e soprattutto presentandosi volontario in patria. Viene subito assegnato al Sudtirolo.
Nel 1915 partecipa alla quinta battaglia dell'Isonzo.
Nel marzo-aprile 1916 ammalatosi di stomatite ulcerosa, viene ricoverato successivamente negli ospedatli di Brunico, Innbruck e Praga.
Viene trasferito al comando d'armata di Bolzano. Per il servizio al fronte gli viene concessa la medaglia di bronzo.
Nel luglio assume la direzione del giornale propagandistico militare Soldaten-Zeitung. I suoi contributi non sono firmati, ma con buone argomentazioni gli vengono attribuiti ventiquattro articoli, pubblicati fra il giugno 1916 e l'aprile 1917.
Nell'aprile 1917 la Soldaten-Zeitung viene chiusa, ufficialmente a causa di spostamenti nei comandi e di difficoltà tecniche. Musil invece è convinto che la causa vera sia la libertà del giornale, evidentemente eccessiva agli occhi dei superiori. Egli viene premiato con una decorazione e trasferito a Postumia, al comando d'armata dell'Isonzo.
Il 24 ottobre inizia lo sfondamento di Caporetto. Il 1° novembre Robert Musil è promosso capitano.
All'inizio del 1918 ottiene una lunga licenza. A Vienna viene fondato un nuovo giornale propagandistico, Heimat. Musil è assegnato alla redazione che comincia il lavoro in marzo.
In ottobre 1918 cominciano i moti rivoluzionari che porteranno alla fine della guerra. Musil resta tuttavia al suo posto fino al 15 dicembre. sottoscrive il manifesto del Consiglio politico dei lavoratori intellettuali, dal programma socialista.
Robert Musil, Diari 1899-1941, Einaudi Editore, 1980

  23/05/2018  

 







Friedrich Engels ENGELS A CAPORETTO
Friedrich Engels, soprannominato il "generale" era un esperto di cose militari. In "Po e Reno" (Po und Rhein, 1859) analizzava la situazione del fronte orientale individuando il punto debole della difesa italiana.
Federico Engels, Po e Reno.  Milano  - Società Editrice Avanti - 1925

  26/02/2018