TRA I BANCHI DI SCUOLA: LA GRANDE GUERRA


L’Istituto Lazzaro Spallanzani di Venezia-Mestre ha vinto 
il primo premio nel concorso su la Grande Guerra bandito 
dalla Regione Veneto.
Il 6 giugno 2017, a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta,
gli Assessori alla Scuola e alla Cultura  della Regione 
Veneto hanno premiato l’Istituto Spallanzani di Venezia-Mestre,  
per il bel lavoro svolto nel programma di celebrazioni per il 
centenario del  Primo Conflitto mondiale che ebbe in terra 
veneta uno dei suoi fronti più aspri e  sanguinosi.
 
La professoressa Daniela Cirillo, rileggendo il libro di Mario 
Muccini “Ed ora andiamo! Il romanzo di uno scalcinato”, ha 
condotto con  alcune classi dell’Istituto Spallanzani un’accurata 
ricerca sulla vita in trincea  dei soldati italiani nei fronti 
del Carso, della Carnia e del Garda. Racconto  duro e drammatico 
quello del Muccini, testimone delle terribili condizioni e  
sofferenze dei nostri ragazzi in guerra. Il fascino di questa 
rilettura ha portato  gli alunni e l’insegnante dell’Istituto 
Spallanzani ad approfondire la ricerca,  anche in luoghi lontani, 
su persone e documenti che potessero testimoniare e  completare 
l’esperienza vissuta da Mario Muccini sui fronti della Grande 
Guerra.
 
Il lungo, dettagliato ed entusiasmante percorso di questa ricerca 
è qui  nello scritto della professoressa Daniela Cirillo. Infine 
è riportato uno stralcio  dal libro di Muccini che parla dell’arrivo 
al fronte del Colonnello Maurizio de  Vito Piscicelli e della sua 
eroica fine nelle terribili vicende conclusive della  disastrosa 
battaglia di Caporetto.




Napoli, 19 ottobre 2017

Riflessioni della professoressa Daniela CIRILLO

VITA DI CLASSE

UN LIBRO, UN CONCORSO. LA GRANDE GUERRA TRA I BANCHI DI SCUOLA.


E’ ancora opportuno scrivere o ristampare libri di guerra? 
E’ necessario. Vi è troppa gente che ha interesse a dimenticare:  
ve ne è troppa  altra che non va dimenticata.

Non odio né odiare nella vita: basta ricordare finché i nostri 
figli sappiano e si  salvino.


                            
                                                 Mario Muccini



Queste le parole di Mario Muccini su appunti manoscritti e riportate 
in IV  copertina di un testo capitatomi tra le mani una sera di 
ottobre di tre anni fa. 
Il libro, un memoriale, dal titolo Ed ora, andiamo! Il romanzo di 
uno scalcinato,  letto tutto d’un fiato, mi aveva colpito enormemente. 
Narra le memorie di Mario  Muccini, tenente di complemento di fanteria 
durante la Grande Guerra. 
Racconta la sua guerra sul fronte del Carso, della Carnia e del Garda. 
Mi ero chiesta come mai un libro così sorprendente non si trovasse 
più tra gli  scaffali delle librerie, ma la mia riflessione finiva lì.  


Quest’anno in occasione di un concorso bandito dalla Regione Veneto 
per il centenario della Grande Guerra, dal titolo Una storia nella 
Storia, ho pensato di proporre alcune pagine del memoriale ai miei 
alunni delle classi 3A e 3B, senza dire loro nulla di più. 
 
Primi giorni di scuola:  inizio a leggere a voce alta nei momenti 
di pausa, tra  una lezione e l’altra. Visto che l’interesse 
aumentava  di giorno in giorno, ho  proposto loro di mettersi a  
lavorare sul serio su questo testo, per poter partecipare al concorso 
e produrre, come conclusione del lavoro di ricerca, un  video.  
Cominciamo così ad organizzare delle ore di laboratorio pomeridiano, 
creando dei  gruppi di lavoro in orario extrascolastico. Tutti i 
ragazzi nessuno escluso,  sono coinvolti. Spiego loro che il libro 
purtroppo non è possibile acquistarlo  perché non è più in vendita, 
ci dobbiamo accontentare della  mia copia e di una  copia recuperata 
da un regalo che avevo fatto ad un parente e che avevo acquistato  
sempre quella sera di Ottobre durante la presentazione del libro al 
forte  Carpenedo. Quella era una ripubblicazione edita senza scopo 
di lucro dalle  associazioni Cimeetrincee e Centro Studi e Ricerche 
sulla Grande Guerra,  finalizzata al recupero di fondi per il restauro 
di una chiesetta costruita dai soldati nel 1916 a Plava.  
Il libro coinvolge sempre più; i ragazzi scoprono giorno dopo giorno 
la dura vita  al fronte, la sofferenza, la fatica, la morte, le 
durissime condizioni di vita dei poveri “scalcinati” fanti. Scoprono 
che quello che hanno studiato sui libri di  scuola è veramente troppo 
poco rispetto a quello che stanno vivendo tra  le pagine  di questo 
libro. Lo stile dell’autore è duro, crudo ma riserva al lettore anche 
una feroce ironia.  Al fronte convivono soldati di tutta Italia, 
sono lì tutti insieme, a migliaia  per combattere e troppo spesso per 
morire in una guerra di cui molte volte sanno  poco o nulla.  Alcune 
volte non si capiscono, veneti con siciliani, napoletani  con 
pugliesi, toscani con calabresi;  l’Italia era fatta ma gli italiani 
non  ancora, molti sono analfabeti, la gioventù italiana per la prima 
volta è riunita  in quelle trincee luride, melmose, sanguinanti; i 
soldati italiani vi giungevano  con le tradotte che percorrevano in 
continuazione l’Italia 
da Sud a Nord.  

La nostra ricerca è iniziata, ogni pagina ci porta a ricercare nomi, 
luoghi,  eventi. Entriamo in contatto con molte persone, Mauro Pinton, 
socio di  Cimeetrincee ci viene a raccontare in classe la vita in 
trincea, un racconto  che si intreccia con le parole di Mario Muccini. 
Dalle nostre ricerche capitiamo in un forum e troviamo uno dei 
curatori dell’ultima edizione del libro, Fabrizio Corso che vive a 
Modica in Sicilia. Con  lui iniziamo uno scambio di mail e tramite 
lui arriviamo alla figlia del tenente  Mario Muccini, Anna Maria.  
La signora è ormai novantenne e quando scopre che ci siamo messi 
sulle tracce di  suo papà, ci offre tutto il suo sostegno ed 
entusiasmo. Vado allora a Firenze per intervistarla il 29 ottobre, 
la sua testimonianza mi  emoziona, mi arricchisce. La signora 
Anna Maria è brillante, racconta molti  episodi che riguardano il 
papà ma l’emozione più grande però la vivono gli  studenti quando 
proietto in classe l’intervista. 
Ora la signora Muccini aspetta le classi a Firenze; tutto è 
organizzato, la  nostra Dirigente ha trovato una scuola, l’Istituto 
Galluzzo che ci ospiterà molto volentieri il prossimo 8 marzo.
Ma il nostro “viaggio” continua ancora.
Conosciamo di persona Fabrizio Corso, arriva a scuola un pomeriggio, 
i ragazzi pur di incontrarlo rinunciano ad una festa che avevano 
organizzato, verrà anche lui a Firenze per salutare la signora 
Muccini,  incontra i ragazzi e inizia così tra lui e loro un legame 
d’amicizia, che porta i nostri alunni a cercarlo più volte per 
avere informazioni sulla Guerra di Muccini. Lui ci scrive sempre 
molto volentieri e si entusiasma per quanto stiamo facendo.
Il tenente Mario Muccini, nel memoriale, ad un certo punto descrive 
con molto rispetto un colonnello, Maurizio de Vito Piscicelli, che 
conoscerà sul Mrzli e che vedrà morire proprio durante l’attacco 
di Caporetto il 24 ottobre 1917. Scopriamo  che Muccini è uno dei 
pochi testimoni della sua morte.
Tale racconto ci colpisce così tanto che ci mettiamo alla ricerca 
di qualche informazione su tale personaggio. Troviamo così una 
scuola a Napoli a lui dedicata e dopo aver preso contatti con la 
Dirigente, lei ci fornisce il numero di telefono di una docente 
della sua scuola che potrebbe esserci d’aiuto ma anche potrebbe 
essere interessata alla storia di Maurizio de Vito Piscicelli.
La docente Gianpaola Costabile assieme alla docente Maria Scialò 
sentiti a loro volta i genitori, decidono di collaborare con noi 
in una sorta di gemellaggio culturale e anche i bambini di Napoli 
si mettono alla ricerca di informazioni e poi ci inviano un video 
da unire al nostro. Fanno anche richiesta al sindaco De Magistris 
di correggere la targa dedicata a Maurizio de Vito Piscicelli in 
via Bausan che riporta degli errori sul luogo e sulla data di morte 
el colonnello.
La targa ora è stata corretta e il 25 marzo 2017 è stata inaugurata.
Mancano pochi giorni alla scadenza del bando del concorso, ma noi 
abbiamo ancora molto da fare. Infatti scopriamo che Mario Muccini, 
dopo la guerra, è stato docente e Provveditore agli Studi e che 
dal 1958 al 1960 era a Venezia.
Il 14 febbraio 2017 dal Ministero dell’Istruzione  riceviamo la 
comunicazione che la cartella dello stato di servizio  di Mario 
Muccini è stata trovata. Andiamo poi alla ricerca di informazioni 
su Muccini Provveditore alla Biblioteca Marciana di Venezia con 
un permesso speciale del Direttore e spulciando tra le copie del 
quotidiano il Gazzettino di quegli anni, troviamo articoli e foto. 
Inoltre il Dirigente dell’Istituto Berna ci fornisce documentazione 
sulla presenza di Muccini al Berna in occasione di una premiazione 
avvenuta nel 1959.

Ora possiamo finalmente assemblare il nostro video che ricostruisce 
la storia del Tenente con la preziosa testimonianza di Anna Maria 
Muccini e lo inviamo alla Regione.

Ma il nostro lavoro decidiamo di continuarlo e creiamo una pagina 
su Wikipedia, visto che ancora non esisteva.
Abbiamo inoltre scelto alcune pagine del Diario per fare in modo 
che entrino a far parte delle antologie scolastiche in modo che 
molti ragazzi possano leggere brani così intensi e ricchi di umanità.
Marco, un alunno, il 17 dicembre 2016 è anche andato a Plava per 
assistere all’inaugurazione della chiesetta restaurata.



Riporto parte del testo scritto in classe da un’alunna, Agnese, 


“Non importa la meta quanto il viaggio”, ed il nostro, meglio di 
così non poteva andare. 
                                                               
Il nostro è stato un percorso duro e faticoso, con non poche 
cadute, ma con altrettante riscosse. 
Siamo arrivati a tutto questo partendo da zero.
                                            
E’ impressionante dove siamo arrivati, in Sicilia da Fabrizio, 
a Firenze dalla figlia di Muccini, e a Napoli alla scuola elementare 
Maurizio Piscicelli.                                     
Abbiamo coinvolto quasi tutta l’Italia e insieme abbiamo vissuto 
la più grande avventura che ci potevamo immaginare; tra i libri 
di storia e le pagine di diario siamo scivolati in cerca di 
informazioni. 
Abbiamo iniziato verso metà settembre a leggere il diario di 
“uno scalcinato” con la stessa curiosità di un bambino piccolo 
alla scoperta del mondo.

Iniziando questo lavoro non sapevamo, non immaginavamo.
                                                    
Gli ultimi mesi sono stati un continuo e frenetico via vai, 
tra gli incontri del pomeriggio per riassumere i vari capitoli, 
per registrare la traccia audio e i video, tra i vari incontri 
con Mauro Pinton e Fabrizio alla scoperta della Grande Guerra, 
e infine, con la realizzazione di una pagina Wikipedia e 
l’assemblaggio di tutto questo, non ci siamo fermati un secondo.
         
Attimi fuggenti che ci ricorderemo per una vita intera.
                                        
Questo progetto mi ha dato la possibilità di creare e rafforzare 
amicizie dimenticate o indebolite, non solo con i miei compagni, 
ma anche con i ragazzi dell’altra classe. 
                                        
Molte volte mi capita di pensare alla crudeltà che hanno subito 
migliaia di persone durante la Grande Guerra; strappati alle loro 
famiglie, per andare incontro alla morte quasi certa. 

Anche in onore loro, questo sabato (17-12-2016) verrà inaugurata 
la chiesetta ristrutturata che avevano costruito i soldati per i 
loro compagni deceduti a Plava.
                                
L’incontro che più mi è rimasto impresso, anche se io l’ho visto 
sullo schermo di un computer, è stato quello con la figlia di 
Muccini.
Quando parlava di suo papà, i suoi occhi si illuminavano, una 
scintilla di orgoglio nei confronti di suo padre le illuminava 
il viso; ne parlava con tanto affetto che sembrava che per lei 
non fosse mai morto.                                                    
Ci ha parlato di come lui fosse gentile e rispettoso nei 
confronti di tutti, anche dei suoi compagni di guerra; di come, 
anche nei piccoli gesti, non le aveva mai fatto mancare nulla. 
                                                                      
Doveva essere proprio un uomo d’oro, eppure, molte volte mi 
sembra di averlo conosciuto dal vivo, mi ricorda un vecchio 
amico e lo immagino mentre sorride; quel sorriso tipico di 
chi ne ha passate tante, ma le ha superate tutte. 
A volte penso che tutto questo non sia opera nostra, bensì che 
qualcuno ci abbia aiutato, qualcuno di grande, qualcuno che 
voleva che tutto questo non venisse dimenticato.

Questa esperienza ci resterà nel cuore, il lavoro è stato 
intenso, faticoso ma ricco di soddisfazioni e ci ha fatto vivere 
la storia della Grande Guerra ma anche scoprire, a piccoli passi, 
un “grande uomo”, Mario Muccini, al quale ci siamo sinceramente 
affezionati. Con le nostre ricerche abbiamo mosso l’Italia da 
Nord a Sud e anche sulla nostra “tradotta” sono salite tante 
persone che ci hanno sostenuti e supportati, abbiamo trovato a 
partire dalla nostra Dirigente la prof.ssa Michela Michieletto, 
come sempre motore e cuore di molte iniziative, Dirigenti, 
docenti ma anche persone che con la scuola non avevano mai avuto 
contatti e che assieme a noi si sono fatte trascinare e hanno 
partecipato con passione a questo lavoro. Abbiamo incontrato chi 
ha creduto, assieme a noi, che i valori umani e la conoscenza 
passano attraverso la scuola e, anche se i protagonisti di oggi 
sono ancora “piccoli”, è tramite loro che in futuro potremo 
costruire un mondo migliore.

              
Ora non ci resta che sperare di trovare in libreria il romanzo 
del “nostro scalcinato”, ultimo nostro desiderio per tener fede 
alla volontà di Muccini di non dimenticare.
Anche questa è vita di classe e sono felice di farne parte.



                       La docente 
                       Daniela Cirillo

                       Istituto Comprensivo Lazzaro Spallanzani
                       Venezia-Mestre.