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indice


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Zelarino, tavolo della conferenza
Lo zaino della memoria” è stato presentato domenica 30 settembre 2018 al Forte Mezzacapo, uno dei campi trincerati di Mestre,
Zelarino, Forte Mezzacapo
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Paolo Del Giudice
abbracciati da una splendida cornice di quadri di Paolo Del Giudice: Volti, momenti, relitti della Grande Guerra.
Paolo Del Giudice
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Paolo Del Giudice
I volti dei fanti dipinti da Del Giudice ci guardavano, e pareva quasi che ci ringraziassero per il nostro piccolo contributo alla memoria del loro sacrificio.
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Il nostro libro scritto con Gianpaola Costabile, Maria Scialò e con la collaborazione di Fabrizio Corso è proprio un contributo narrativo affinché la memoria di tanto sacrificio umano non venga mai dimenticato.

Con un concorso bandito dalla Regione del Veneto ci siamo incontrate e poi abbiamo continuato a collaborare per la stesura di questo libro per ragazzi, con l’intento di mantenere viva la memoria del passato e per fare in modo che i ragazzi di oggi “conoscano” i loro coetanei di ieri e che imparino ad ascoltare le loro voci che giungono a noi tramite numerose testimonianze di pagine di memoriali.

Solo attraverso la conoscenza sarà possibile evitare che inutili stragi si ripetano.

Conoscere ci salva da nuove guerre. Presente e passato si intrecciano e insieme alle fonti tessono la trama di una nuova storia.
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Mauro Pinton Mauro Pinton
Durante l’incontro abbiamo ascoltato l’intervento di Mauro Pinton, socio di Cimeetrincee, sulla dodicesima battaglia dell’Isonzo.

Voci narranti sono stati i miei adorabili ex allievi, impeccabili e concentrati,
Allievi 3A 3B a.s. 2016/2017
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Daniela Prencipe
e Daniela Prencipe, docente della scuola Militare Navale Francesco Morosini, ci ha regalato una commovente interpretazione di alcune pagine del libro.

Sentito anche il collegamento skype con Fabrizio Corso a Modica e il contatto epistolare con Napoli.
Un ringraziamento a Fabrizio Pilotto per l’organizzazione e l’accoglienza al Forte e a tutti i volontari del Forte Mezzacapo.
Motore e cuore del nostro agire è stata questa frase del tenente Mario Muccini:

Non odio né odiare nella vita:
basti ricordare affinché i nostri figli sappiano e si salvino
”.
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Daniela Cirillo

DANIELA CIRILLO


buongiorno a tutti,

Zelarino, il pubblico
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presento e ringrazio Fabrizio Pilotto, Mauro Pinton, Daniela Prencipe e i miei ragazzi delle ex-Terze A e B.




Il libro, "Lo zaino della memoria" è una narrazione storica sulla Grande Guerra per ragazzi. è una narrazione storica sulla Grande Guerra per ragazzi.

Io sono coautrice assieme a Gianpaola e Maria. Inoltre abbiamo avuto la consulenza storiografica e la collaborazione di Fabrizio Corso, socio di Cimeetrincee.

Fabrizio ci ha regalato il prologo e un’appendice antologica molto preziosa di brani sulla vita di trincea, tratti da memoriali conosciuti e meno conosciuti.
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Il libro nasce nel mondo della scuola ed è rivolto alla scuola.

Noi siamo tre docenti e ci siamo conosciute e unite grazie ad una bella esperienza scolastica. Nel 2016 ho partecipato ad un concorso della regione del Veneto per le scuole, dal titolo la Grande Guerra, una storia nella Storia. Ho lavorato allo studio e ricerca di un memoriale e ad un certo punto ho coinvolto una scuola, la Piscicelli di Napoli…

Ed è così che ci siamo incontrate con Gianpaola e Maria e abbiamo lavorato assieme in gemellaggio e abbiamo condiviso l’obiettivo e il desiderio di tramandare la memoria della Grande Guerra e la necessità di trasmettere ai giovani la conoscenza della storia attraverso i loro protagonisti: le persone.


La storia diventa reale, si umanizza solo quando si scopre che dietro ai fatti e le date ci sono in realtà tante persone tutte importanti e con un nome, un volto, una storia da raccontare, per l’appunto delle storie che fanno la Storia.

Terminato il concorso abbiamo voluto continuare a lavorare insieme e abbiamo pensato ad una nuova storia che avesse i riferimenti storici della nostra ricerca.
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Lo zaino della memoria si pone come obiettivo quello di far scoprire tutto il dramma della guerra ai giovani e suscitare in loro il desiderio di approfondire e conoscere e mantenere la memoria dei tanti italiani che hanno sacrificato la loro vita per darci un’Italia migliore.

Nel libro il presente e il passato si intrecciano e tessono la trama di una nuova storia.

Il passato è Caporetto. Nella notte del 24 ottobre 1917 un austriaco viene fatto prigioniero…

Nel presente, 100 anni dopo Maria Elena, giornalista affermata, madre, moglie sempre in affanno, riceve una telefonata dal ministero della Difesa. Riceve la comunicazione del ritrovamento dello zaino del nonno, un tenente del 147° reggimento fanteria della brigata Caltanissetta, in una soffitta austriaca. Lei lo mette a disposizione di un museo. Maria Elena rappresenta l’oggi incurante e distratto rispetto a quanto accaduto cento anni fa. Certo conosce la storia, ma poco le interessano le storie della Storia.

Ma cosa c’è in questo zaino?
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Nello zaino Maria Elena troverà delle lettere, le lettere sono state il nostro escamotage narrativo per riportare in superficie la memoria storica e la durissima vita di trincea, per far rivivere a Maria Elena e ai suoi familiari, i sentimenti dei giovani di allora, emozioni che riemergono con forza dalla storia.

Attraverso le lettere abbiamo bussato alla porta dei sentimenti dei giovani di oggi e abbiamo voluto fargli ascoltare il passato ma anche fargli riscoprire che la storia di cento anni fa merita tutto il nostro rispetto e far capire ai ragazzi che il nostro passato, la nostra storia non è poi cosi lontana se si parla di storie di ragazzi come loro.

Le lettere nella Grande Guerra erano importantissime.

Le lettere scritte durante la guerra sono state più di quattro miliardi.

Per i soldati, lontani da casa, ammassati nelle trincee erano più importanti del cibo, per loro era un po’ tornare a casa, sentire il conforto dei familiari.
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Al fronte c’erano tutti i giovani d’Italia, volontari e non, ufficiali e soldati semplici, giungevano al fronte con le tradotte, i treni che percorrevano tutta Italia. C’erano proprio tutti analfabeti, laureati, studenti, letterati, …

Per la prima volta tutti insieme, uniti e provenienti da ogni regione, giovani che parlavano molti dialetti e che spesso nemmeno conoscevano l’italiano e per questo non si capivano.

L’Italia era da pochi anni unita ma gli italiani, il concetto di patria è nato in trincea.

650.000, I morti italiani nella Grande Guerra, senza contare i feriti, i mutilati e gli scemi di guerra.

Cartellino verde, ferito da curare, cartellino rosso ferito così grave che passava in secondo piano. La Sanità, il corpo delle crocerossine era una organizzazione imponente, in appendice abbiamo inserito notizie sul corpo delle infermiere volontarie, guidate dalla duchessa Elena d’Aosta.
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Maria Elena, ormai è sempre più coinvolta e turbata, e decide di iniziare a cercare i familiari di quelle lettere, ma la sua ricerca non la porterà a nulla. Decide così di bandire un concorso per le scuole e qui entrano in gioco i miei ex allievi.

Il concorso di Maria Elena sarà rivolto alle scuole inviterà gli alunni a scrivere delle lettere immaginando di essere dei fanti in trincea e di scrivere a casa.

Le lettere inserite in appendice sono dei testi di verifica assegnati realmente ai miei alunni nel dicembre del 2016 e saranno protagoniste del premio di Maria Elena.

Paolo Del Giudice Paolo Del Giudice
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Agli amici del Forte Mezzacapo grazie per l'ospitalità.
30 settembre 2018

                                 

https://www.fortemezzacapo.com/
Forte Mezzacapo, Zelarino
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Daniela Cirillo - Gianpaola Costabile - Maria Scialò


LO ZAINO DELLA MEMORIA


LA PRIMA GUERRA MONDIALE
RACCONTATA AI RAGAZZI



Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2018